I Servi di Maria

L’Ordine dei frati Servi di Maria, come si legge nelle Costituzioni, « è una comunità di uomini riuniti nel nome del Signore Gesù, impegnati a testimoniare il Vangelo in comunione fraterna e ad essere al servizio di Dio e dell’uomo, ispirandosi costantemente a Maria, Madre e serva del Signore. Dal “fiat” dell’Umile Ancella del Signore hanno appreso ad accogliere la Parola di Dio e a essere attenti alle indicazioni dello Spirito; dalla partecipazione della Madre alla missione redentrice del Figlio, Servo sofferente di Yahveh, sono indotti a comprendere e sollevare le umane sofferenze. »

-> Sito ufficiale dell’Ordine

 

I Sette Santi Fondatori

Le origini dell’Ordine si hanno a Firenze nel XII secolo, quando la Vergine SS. riuni’ sette uomini per dare inizio alla sua opera. I nomi che la tradizione ci tramanda sono: Bonfiglio Monaldi, Giovanni di Buonagiunta, Manetto dell’Antella, Amedeo degli Amedei, Ugo di Uguccione, Sostegno dei Sostegni, Alessio Falconieri.

Essi erano di diverso stato, chi sposato, chi vedovo, chi aveva scelto di osservare la verginita’; li accomunava la professione di mercanti e soprattutto l’ardente amore a Dio e alla Vergine SS. Facevano attivamente parte della Compagnia di S.Maria, o dei Laudesi, esistente in quel tempo nella citta’.

La santa amicizia che si formo’ tra di loro li spinse alla scelta di andare a vivere insieme, per dedicarsi alla santificazione della loro anima: cosi, nel settembre del 1233, dopo avere distribuito ai poveri e alla chiesa i loro beni ed assicurato il necessario alle loro famiglie, senza tenere nulla per sé, stabilrono la loro dimora in una piccola casa fuori della porta della citta’. Si imposero un mantello e una tonaca di panno bigio in segno di continua penitenza; prendevano cibo solo per necessità, osservavano castità perfetta, ogni gesto, parola e pensiero era privo di eccessi, perseveravano nella contemplazione, si confidavano con uomini di Dio.  Erano animati da sincera carità fraterna reciproca e verso i bisognosi, e spesso consigliavano ed esortavano i peccatori.

Quando quegli eremiti apparvero le prime volte per le vie di Firenze, gli amici e i conoscenti ne restarono meravigliati, perché da ricchi che erano si erano fatti volontariamente poveri. I bambini specialmente si affollavano attorno ad essi gridando: “Ecco i Servi di Maria! Ecco i Servi di Maria!”. Gli stessi padri non sapevano da dove venisse questo nome sulle labbra dei fanciulli, segno che proveniva non da alcun uomo, ma dalla stessa Vergine santa, cosi’ come a lei stessa va attribuita l’origina dell’Ordine.

La fama della loro santa vita si diffuse rapidamente, cosicche’ una grande moltitudine di persone si recava quotidianamente da loro per chiedere consigli, preghiere, conforto. Queste visite sebbene animate da fede sincera tuttavia privarono i padri della contemplazione e del raccoglimento che tanto avevano desiderato. Percio’ essi stabilirono di spostarsi nuovamente, recandosi con la guida di Dio su un monte ad alcuni chilometri da Firenze, il monte Senario. Li’, tra i boschi e una sorgente d’acqua, costruirono la loro nuova dimora, e un oratorio dedicato a Santa Maria. Era l’anno 1234.

Cosi’, rendendo continuamente grazie a Dio per questo dono, ripresero la loro vita eremitica. Ma avvenne che i Padri attirassero anche da lontano l’affetto del popolo alla devozione e all’amore verso di loro, per cui le persone si sentivano spinte a visitarli più di quanto facessero quando erano loro vicini. Accorrevano per imparare da loro le vie del Signore: si convertivano dai propri peccati, erano edificati dalla purezza, verità, sincerità e umiltà del loro cuore, sentivano accendersi l’amore di Dio dentro di sé.

E alcuni non solo li amavano come amici di Dio, ma si sentivano portati a servire il Signore abitando con loro sul monte. I Padri cominciarono a pensare che il Signore li ispirò a riunirsi insieme non solo per la propria santificazione, ma anche per quella di tutti i frati che avrebbero dovuto succedere loro, e per mezzo dell’Ordine cosi’ accresciuto avrebbero portato molti fratelli sulla via del Cielo. Pertanto, si disposero ad associarsi quali confratelli quelli che loro risultavano fondati nel timor di Dio.

In breve la comunita’ dei frati crebbe e fu necessario acquistare altri luoghi. Ampliarono l’ospizio che sorgeva accantol’Oratorio di Santa Maria di Cafaggio per formare alla vita eremitica quanti chiedevano di fare parte della loro comunità, e per prepararsi, conforme al desiderio del vescovo, al sacerdozio, dopo che ebbero emesso la professione religiosa.

Uno dei padri, fra’ Alessio, sovente ripeteva: «Mai fu mia intenzione, né dei miei compagni di fondare un nuovo Ordine; né che dall’unione mia e dei miei compagni tra noi dovesse germogliare tanta moltitudine di frati. Io e i miei compagni credevamo soltanto di esserci riuniti per divina ispirazione affinché, abbandonato materialmente il mondo, potessimo più facilmente e più degnamente adempiere la volontà del Signore. Tutto questo è perciò da attribuirsi soltanto alla nostra Signora, e di conseguenza da lei il nostro Ordine deve particolarmente prender il nome di “Ordine della beata Vergine Maria”».

Nell’anno 1244 i padri strinsero amicizia con s.Pietro martire, che si trovava in quel tempo a Firenze per le prediche contro le eresie. Egli ebbe grandissima stima dei Padri, e iniziò a domandare con ferventi preghiere a Dio se veramente essi dovvessero iniziare per la sua gloria un nuovo Ordine, chiese in particolare a Maria SS di manifestargli i disegni divini su di loro e che regola avrebbero dovuto seguire, quale abito portare, che nome assumere. E la gloriosa Vergine Maria, così devotamente invocata, apparve in visione al beato Pietro e lo rassicurò di tutto: confermò l’abito che attualmente indossavano i frati, il nome, che veniva da lei stessa, e rivelò che doveva essere ad essi assegnata la regola di s.Agostino. S.Pietro inoltre riferi’ tutto al papa Innocenzo IV, che diede una prima approvazione ai Servi.

Nel 1245, i frati ottennero il primo privilegio per il loro Ordine, ossia di potere fondare casa, oratorio con campanile, e cimitero. In questo stesso anno san Filippo Benizi, allora 21enne, si uni’ a loro. Verso il 1250 i Sette aprono la prima chiesa urbana a Firenze, la Santissima Annunziata. Nel 1263, papa Urbano IV riconobbe ai Servi il diritto di convocare il Capitolo ed eleggere il priore: ossia era ufficialmente riconosciuto l’Ordine religioso, poi confermato nel 1267 da papa Clemente IV. L’approvazione definitiva fu concessa l’11 febbraio 1304 con la bolla “Dum levamus” di papa Benedetto XI.

Nel 1888 papa Leone XIII canonizzò i sette Padri, dopo grandi miracoli da essi ottenuti negli ultimi decenni del secolo XIX quando vennero invocati non piu’ singolarmente ma tutti insieme. Le loro spoglie mortali riposano in un’urna sul Monte Senario.

 

Otto secoli nella Chiesa

Dopo le luminose figure dei padri fondatori, l’Ordine ebbe altre figure di splendida santità in ogni tempo: ricordiamo principalmente, oltre al già citato San Filippo Benizi (+1285), San Pellegrino Laziosi (+1345), santa Giuliana Falconieri (sec. XIV), il beato Gioacchino da Siena (+1305), e in tempi più recenti, s.Antonio Pucci (+1892), la beata Maria Guadalupe Ricart-Olmos (+1936) e la beata Cecilia Eusepi (+1928).

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